Orsi aggressivi perché sloveni? - Importanti precisazioni

Un articolo del quotidiano L’Adige, pubblicato sul sito dello stesso in data 28/07/2017 - titolo: “Orsi aggressivi perché sloveni. La tesi di Zunino (Wilderness)” -, riporta l’opinione di Franco Zunino (presidente dell’Associazione Italiana Wilderness) in merito agli incidenti con gli orsi avvenuti negli ultimi anni in provincia di Trento. Secondo Zunino, gli orsi attualmente presenti in Trentino sono più aggressivi rispetto agli orsi che un tempo popolavano le Alpi, in quanto originati da individui prelevati nella vicina Slovenia. A parere dello stesso, inoltre, la liberazione di troppi individui sloveni avrebbe “cancellato” le caratteristiche degli orsi trentini. Di seguito, si riportano due necessarie precisazioni.

  1. L’attuale nucleo di orsi vivente sulle Alpi Centrali sarebbe più aggressivo degli orsi “autoctoni” di un tempo?

Non c’è alcuna prova di questo. Si consideri che, fino a circa 150 anni fa, gli orsi di Alpi e Catena Dinarica erano parte di un’unica, grande popolazione. Si trattava degli stessi animali; ciò è stato confermato già a partire dagli anni Novanta, con il diffondersi delle moderne tecniche di analisi del DNA. Considerando la grande capacità esplorativa tipica dei maschi di questa specie (possono spostarsi anche di centinaia di chilometri dall’areale di origine), è facile comprendere come il patrimonio genetico degli orsi bruni alpini e dinarici si sia “rimescolato” fino a poche generazioni di orsi fa.

Elaborare teorie di questo tipo basandosi sul comportamento dei rarissimi orsi autoctoni sopravvissuti fino agli ultimi decenni del Novecento ha poco senso, innanzitutto per meri motivi numerici. Negli gli anni Ottanta vi sono prove certe della presenza un’unica femmina, molto anziana, e negli anni Novanta non si accertò nessuna riproduzione; e come noto, le femmine d’orso accompagnate da prole sono i soggetti più coinvolti negli incidenti con l’uomo. Per ottenere qualche informazione più attendibile, quindi, bisogna andare ad epoche in cui il numero di orsi presenti sul territorio era per lo meno paragonabile a quello attuale. A quel tempo, la potenziale pericolosità delle orse accompagnate da cuccioli era parte del sapere popolare. Numerose testimonianze scritte confermano tale concetto. Per esempio, il caso dell’orsacchiotto sottratto alla madre a Pejo nel 1845, dove per poco l’orsa non demolì sia la baita dove i rapitori si erano rifugiati, che gli occupanti stessi; oppure, il caso di un uomo sfregiato permanentemente al viso in Val di Concei (Ledro) nel 1879, per essere finito a pochi passi da un’orsa mentre questa stava allattando; o ancora, i casi di orse che, incalzate da cacciatori, difesero come furie se stesse e i propri cuccioli, in Val di Borzago nello stesso 1879, o in Val di Tovel nel 1888. Infine, sono molto noti vari episodi di caccia all’orso conclusisi con il ferimento o la morte di cacciatori.

Ciò premesso e tornando all’attualità, singoli orsi che manifestassero un grado di aggressività ritenuto eccessivo saranno rimossi (tramite captivazione permanente o abbattimento) per tutelare la sicurezza pubblica, e per mantenere tra i residenti una soglia di accettazione sociale capace di garantire un futuro all’orso sulle Alpi. Ciò naturalmente in conformità a quanto previsto dalla normativa europea e nazionale, nonché dal Piano di Azione (PACOBACE)

  1. Ai tempi del progetto Life Ursus si sarebbero dovuti liberare meno orsi, rispetto ai 9 trasferiti in Trentino? Tale decisione avrebbe cancellato gli “orsi trentini”, trasformandoli in “orsi sloveni”?

La scelta di liberare nove orsi (un decimo orso fu liberato per sostituirne uno deceduto poco dopo la liberazione sotto una slavina) fu dettata dalla necessità di avere una sufficiente variabilità genetica di partenza, e una adeguata probabilità di successo dell’operazione. La cifra è indicata nell’autorevole Studio di fattibilità che precedette il progetto, redatto dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (oggi ISPRA). Dei nove orsi liberati, sette ebbero modo di riprodursi, e da questi si è originata la popolazione attuale.

La presenza degli orsi sloveni non ha in alcun modo influito sul destino degli orsi autoctoni superstiti, che era già segnato in quanto questi non si riproducevano più già da molto tempo. Nel 2001 fu documentato il corteggiamento di un vecchio orso autoctono nei confronti di un’orsa di provenienza slovena, ma a questo non seguì una riproduzione. Ciò v precisato anche per correggere quanto affermato dall’autore dell’articolo in question secondo il quale, ai tempi del progetto Life Ursus, gli orsi autoctoni erano ormai estinti.